Recensione di Gianna Ferro
Quando nei paesi chiudono i bar è una raccolta di poesie e racconti di Amedeo Di Nicola e Paolo Fiorucci, edito da Neo.Edizioni nella collana Intimate, nel 2026

“NELLE CASE CON LE CREPE
Nel paese vecchio le porte aperte
filtrano luce e vento sulla scena:
i letti di polvere e coperte
i piatti sporchi dell’ultima cena”
Quando nei paesi chiudono i bar è uno scrigno di puro lirismo, in cui un poeta e uno scrittore duettano tra nostalgici ricordi e una silenziosa e pacata umanità
Il Libro
Il ritmo lento delle stagioni sembra scandire le abitudini e i rituali domestici degli abitanti del paese. Siamo in un paesino dell’entroterra abruzzese, ma potremmo essere in un qualsiasi altro posto, senza distinzione geografica.
L’estate è ormai lontana, i turisti e gli emigranti sono ritornati nelle loro città. In paese resta chi ha scelto con resilienza di non scappare e ora che l’autunno è alle porte, si fanno i conti con le presenze e le assenze, ma è anche il momento della calma e della riflessione, chiusi nel silenzio familiare della sera e la luce che filtra tra le persiane col solo rumore di fondo della piazza.
“Il paese non ha battiti agitati, complessi il cuore pulsa a ritmo lento e costante, aspettando, si eccita un po’ all’arrivo dell’estate, ma in fondo in fondo si tratta di un inganno breve, che si assopisce al tramonto. I paesi di novembre invece sono raggi di luce fredda che filtra tra gli scuri e sveglia con il primo sole, […]”
La piazza, spazio di attesa e di ritorni, diventa ora luogo di aggregazione perchè è proprio qui che si ritrovano i ’soliti’ intorno al tavolino del bar, unico centro vitale della comunità, per bere una birra e giocare una partita a carte. Gesti quotidiani che sanno di autenticità.
I racconti si concentrano su storie di attesa, amore e perdita come quella di Lucia e Antonio. Le vicende di personaggi storici locali come Brigante, Senzapensieri e Padreterno si intrecciano intorno a quel tavolo tutte le sere rappresentando le diverse sfaccettature della vita rurale, ma evidenziandone soprattutto le emozioni umane. E che dire di Cantalamessa che simboleggia la memoria storica del paese e il senso di comunità. E ancora, la speranza e la nostalgia del passato dell’acerba storia d’amore tra Francesca e Marino.
“Così va il mondo lento al paese, dove il passare delle generazioni lascia tracce, e mentre il mio occhio solitario e annoiato guarda l’orologio, il giorno ha fatto il salto.”
Il paese come luogo di appartenenza, di identità e custode di memoria.
Quando nei paesi chiudono i bar
è un inno alla vita che passa, nonostante la perdita di innocenza e la nostalgia di un passato autentico. Senza memoria non c’è futuro ed essa si manifesta, in questa lirica letteraria, nei dettagli quotidiani, nelle case con le crepe, nei ricordi di giovinezza e nelle speranze attese e disattese.
La sospensione tra passato e presente, tra ciò che si perde e ciò che resta sono i principi che si ripetono e si intrecciano nei racconti e nelle poesie del libro, restituendo un’immagine vivida e originale della vita nei piccoli paesi.
Nella narrazione si evidenziano le relazioni durature, il senso di appartenenza e il lento invecchiamento della comunità, sfogliando tra i ricordi e le tradizioni, tra nostalgia e cambiamenti.
“QUANDO NEI PAESI CHIUDONO I BAR
Quando nei paesi chiudono i bar muoiono pure le piazze
resta solo lo scemo del villaggio.
Quando nei paesi chiudono i bar
per le strade si incontrano più cani che cristiani
come se gli umani fossero leggenda.
Quando nei paesi chiudono i bar
all’ultimo sospiro dell’ultimo cliente sull’ultimo bicchiere
di tanta vita passata di lì non rimane che un fiato orfano
e dopo il conto più nulla in un silenzio assordante.”
E se la modernizzazione prevede la chiusura di luoghi di socialità, come può essere quella di un bar, essa rappresenta la fine di un’epoca di convivialità e tradizioni, soprattutto per i piccoli paesi, ma restano permanenti il valore delle radici e delle storie di vita come strumenti di identità.
Gli Autori
Amedeo Di Nicola vive a L’Aquila, è autore, giornalista e operatore culturale. Ha pubblicato poesie, racconti e alcuni saggi dedicati al rapporto tra scrittura e territorio nella costruzione dell’identità culturale; è stato autore di documentari a carattere antropologico e ambientale, girati tra Abruzzo, Usa e Canada. Funzionario del Ministero della Cultura, nel tempo libero è direttore artistico del Festival “Stagioni al Sirente” e collabora alla progettazione di iniziative che intrecciano scrittura, comunità e luoghi.
Paolo Fiorucci nasce a Chieti e vive a San Benedetto in Perillis. Libraio (suo il progetto “Il Libraio di Notte”, attivo dal 2018), per vivere scrive, canta e inventa eventi, legati soprattutto al mondo del libro, ma non solo. Ha pubblicato il disco Sei personaggi in cerca di cuore (2011) e i libri di poesia 21 poesie invece di chiederti come stai (2019, Riccardo Condò Editore) e Quando piove canto più forte (2021, Neo Edizioni). Da qualche anno è impegnato con l’iniziativa “La Corriera dei Nonni Lettori”.
Titolo: Quando nei paesi chiudono i bar
Autori: Amedeo Di Nicola e Paolo Fiorucci
Editore: Neo.Edizioni, 2026
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